giovedì 19 ottobre 2017

Non c'è niente di peggio...

Non c'è niente di peggio dell'essere figliastri del proprio tempo. Non c'è sorte peggiore di chi vive in un tempo non suo. Li riconosci subito: negli uffici del personale, nei comitati di partito, nelle sezioni politiche dell'esercito, nelle redazioni dei giornali, per strada... Il tempo ama soltanto chi ha generato, ama i propri figli, i propri eroi, i propri operai. Mai potrà amare i figli del passato, così come le donne non amano gli eroi di tempi ormai andati e le matrigne non amano i figli altrui.
Vasilij Grossman, Vita e Destino

mercoledì 18 ottobre 2017

Il tempo confluisce nell'uomo...

Il tempo confluisce nell'uomo e nel suo regno, vi si annida, e poi passa, si dilegua, ma l'uomo e il regno restano... Il regno c'è ancora, il suo tempo è passato... L'uomo c'è ancora, il suo tempo è svanito. Ma dove? C'è un uomo che respira, che pensa e piange, ma il suo tempo, quel tempo che apparteneva solo a lui se n'è andato, è volato via, scivolato via. Mentre l'uomo resta.
Vasilij Grossman, Vita e Destino

martedì 17 ottobre 2017

Le izbe russe sono milioni...

"Le izbe russe sono milioni, ma non possono essercene - e non ce ne sono - due perfettamente identiche. Ciò che è vivo non ha copie. Due persone, due arbusti di rosa canina, non possono essere uguali, è impensabile... E dove la violenza cerca di cancellare varietà e differenze, la vita si spegne."
Vasilij Grossman, Vita e Destino

lunedì 16 ottobre 2017

E' vero, disse...

E' vero, disse, se non credessi nella libertà dell'uomo, o almeno nella possibilità della libertà dell'uomo, la vita mi farebbe paura.
I. Silone, Vino e pane

domenica 15 ottobre 2017

Se non fosse molto noioso...

Se non fosse molto noioso essere posto dopo morto sugli altari, ed essere pregato e adorato da una quantità di persone sconosciute, per la maggior parte vecchie donne brutte, vorrei essere un santo. Non vorrei vivere secondo le circostanze, l'ambiente e le convenzioni materiali, ma, senza curarmi delle conseguenze, vorrei vivere e lottare per quello che a me apparirà giusto e vero. 
I. Silone, Vino e pane

sabato 14 ottobre 2017

Il giorno dunque...

Il giorno dunque io lavoravo nella galleria. L'orario è di otto ore, ma tutti fanno due o tre ore in più, per guadagnare meglio. Però, da quando so che sul molo mi aspetta quell'uomo col quale mi piace parlare, finite le otto ore, io stacco. Di che si parla? Si discorre dell'uomo, della terra, della vita. Si discute, ma anche si scherza e si ride. Io penso, ecco una persona con la quale non ho a che fare né per il lavoro, né per le carte, né per altri certificati; egli non viene a me come un prete, né come un maestro, né come un propagandista, gente che sa tutto e che è pagata per convincere gli altri. Ecco uno che viene a me come un uomo. Un brutto giorno egli partì e non fece sapere più nulla di sé. Sentii subito che mi mancava qualcosa. 
I. Silone, Vino e pane

mercoledì 13 settembre 2017

A me sembrava...


A me sembrava che vi fosse qualche cosa di essenziale in parecchi di voi, qualche cosa di personale che coincideva con le osservazioni che a me era stato dato di cogliere su ognuno di voi, durante gli anni di ginnasio e di liceo, e che non era affatto banale. Ora quel qualche cosa, quando più tardi siete entrati nella società, dov'è finito?

Ignazio Silone, Vino e pane