lunedì 5 novembre 2018

QUINTO CORO

L'idolo non corrisponde
in modo proprio esauriente
alla domanda dell'uomo
cui si pretende risposta.

L'idolo non ti mantiene
le sue illusorie promesse:
è solo un particolare
che si pretende totale.

La didascalica storia
che noi vi abbiamo narrata
serva alla vostra memoria:
ché la ragion sia salvata.
Antonio De Petro, Il Questore



domenica 4 novembre 2018

QUARTO CORO

La realtà è chiara,
ché non contiene
l'ambiguità.

E' l'evidenza
della natura
che dà risposta.

Coi preconcetti
la volontà
la rende ambigua.

C'è soluzione,
senza incertezze,
nel positivo.

Ecco il problema:
la volontà
che accetta o nega.

Di fronte al fatto,
c'è da aderire:
questa è ragione.

Giovani cuori,
c'è da rischiare
la libertà.

La causa c'è,
ma il tuo cervello
non la misura.

Se la misuri,
sei idolatra,
ché scegli te.

L'idolo vive
nella ragione
che si pretende.
Antonio De Petro, Il Questore


sabato 3 novembre 2018

La lattina di birra...

"Non c'è nulla da fare. Secondo me, la colpa non è di nessuno. Questo è un mistero e tale rimane. Qui c'entra un essere superiore, qualcuno che noi non conosciamo e che pure esiste"

"Qui uno ha sparato" lui disse. "Non ci sono storie. E lei deve trovarlo. Chi vuole che sia stato? Un marziano? O un miracolo? Son cose che non esistono."

"Cosa diranno i suoi superiori? ciò che lei deve ottenere è l'esito: trovare un colpevole. Lo trovi. Che sia un mistero o no, non interessa: è il risultato che conta".

"Senta. Io ho organizzato tutta la mia vita perchè non mi accadesse nulla. Adesso vuol distruggere lei tutto quello che mi son costruito, compromettendomi in questa faccenda e facendomi perdere tempo prezioso? Questo caso non mi interessa. E neppure di chi sia la colpa. Mi lasci solo in pace."

La lattina di birra era vuota: la fece dondolare fra le dita e, sebbene accorto che essa era a secco, ne scolò il nulla, come per abitudine o come per l'inconscia presa di coscienza di una pretesa illimitata nei confronti del limite.
Antonio De Petro, Il Questore


venerdì 2 novembre 2018

TERZO CORO

Se il caso si fa addirittura più grave,
non può il potere lasciarlo, alla lunga:
"Non c'è risposta? Eliminate il tutto,
oppur fittizia date la risposta."
Riduce la domanda e non l'arresta,
con piccole risposte a sua misura.

Dentro lo rode un tarlo e, allor, decide
di eliminarlo totalmente e sempre.
Voi, giovani, imparate a non tradire
la verità che chiama in fondo al cuore.
Non ripetete più l'error dei padri,
né l'egoismo chiuso delle madri.

Vedrete che, a negare la domanda,
si indebolisce la ragione umana;
le conseguenze sono: l'impotenza
civile e l'insipienza negli studi,
nonchè l'effemminarsi dei costumi.
Ciò che è evidente non si può negare.

E' Dio che vive in cuore a chi ha vent'anni,
con l'evidenza di realtà non vista:
se c'è quest'ansia, c'è Chi ve l'ha posta.
Se ci son queste tre persone uccise,
c'è un assassino, un'efficiente causa:
richiede l'evidenza una presenza.

La storia, che vi andiamo ora a finire,
vuol, con coraggio, ancor salvarci tutti
dagli insensati suonator di trombe
che, nell'infido lor determinismo,
bloccano l'uso della libertà,
diseducata già sui banchi di scuola.

C'è la risposta. C'è con la domanda,
che è profezia e promessa di risposta.
L'atarassia dell'uomo guarda altrove,
c'è poi chi nega che il problema esista
e infine c'è chi vuol porsi a risposta.
Queste e altre tesi, allor, vedrem qui vive.
Antonio De Petro, Il Questore


giovedì 1 novembre 2018

SECONDO CORO

Costoro non hanno negato
che qualche domanda ci fosse.
La loro pretesa è ridurla
secondo l'angustia misura
che può la loro scienza capire.

C'è un inconfessato apriori
nelle posizioni che hai viste,
lettore: per loro, è impossibile
che un' intelligenza più grande
senza il logos loro si muova.

Pareva realista. E soltanto
nel soggettivismo nuotava
di un interpretare costretto
dal piccolo istante presente.
Dipendere: è già ragionare.

Com'era con l'uva la volpe,
elùdi anche tu la domanda
poichè non puoi dar la risposta.
Riduci a te, allor, la domanda
e sei, così, pago del nulla.


Ciascun desìo frusta sarebbe,
se anche un evento banale
senz' una risposta restasse.
Anche queste morti hanno un senso:
ma non lo contien la tua mente.

Vedrete, lettori, che accade.
Leggete voi, giovani menti,
il sèguito di questa storia.
Vi sono più cose nel cielo
di quante nel nostro cervello.
Antonio De Petro, Il Questore


martedì 30 ottobre 2018

PRIMO CORO

C'è una domanda nell'uomo.
C'è una risposta nel mondo.
C'è una domanda infinita,
c'è una risposta infinita.

Quella domanda è inquietante,
ma la risposta ci scomoda:
il nostro cuore fottuto
vuole ridurle, perciò.

In tanti modi il cervello
riduce a sé anche il mistero:
ei si pretende misura
di fatti a lui più grandiosi.

Razionalismo, estetismo,
ideologia, sentimento:
ecco le vie al pregiudizio
della débâcle borghese.

Ora seguite, signori,
il nostro breve racconto.
Voi, menti giovani aperte,
per il futuro imparate.

Antonio De Petro, Il Questore




lunedì 22 ottobre 2018

Se vedi li occhi miei di pianger vaghi

Ma tu, foco d’amor, lume del cielo,

questa vertù che nuda e fredda giace,
levala su vestita del tuo velo,
ché sanza lei non è in terra pace
Dante Alighieri, Se vedi li occhi miei di pianger vaghi