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domenica 29 settembre 2024

La libertà

La libertà, in fondo, si definisce attraverso la responsabilità. Essere responsabile di un'azione, significa esserne il principale artefice umano. Questo è il significato più importante. Ma la responsabilità si definisce, al contrario, con la libertà, che è la capacità che il nostro io ha di essere responsabile. I due concetti formano un tutto. La libertà è una potenza di responsabilità. La responsabilità è una libertà in atto. 
(...)
il pensiero e il movimento. A questo movimento dell'anima, posso o no acconsentire. La libertà, signor Presidente, é la possibilità di acconsentire - o non- al movimento naturale e gratuito che ci porta verso il Bene.
-é un fatto
- la libertà é proprio questo fatto.

Jean Guitton, Il mio testamento filosofico

venerdì 27 settembre 2024

L'angelo di guardia mi ha detto di preparare la mia difesa

L'angelo di guardia mi ha detto di preparare la mia difesa. Ma quando si muore a cento anni non si ha più 
niente da preparare. So benissimo quello che dirò, fra poco. Mi ha consigliato anche di pregare. C'è sempre qualcuno pronto a dirti quello che devi fare, ma non ti dice mai come farlo. Non ho mai pregato molto. Preferisco pensare, pensare a Dio. Cento volte mi è stato detto che non è la stessa cosa. Certo, per loro non è la stessa cosa, non pensano o pensano poco. Ma io non posso pregare senza pensare. Quando incomincio a pensare, finisco sempre per pregare. Ma quando incomincio subito col pregare, non penso più e dormo. Non sono mai riuscito a sapere se ero troppo mistico o non abbastanza. Sono mistico oppure ho il potere di accontentarmi solo del pensiero delle cose di Dio? Tra poco avrò la risposta, a questa e a tante altre cose.

Jean Guitton, Il mio testamento filosofico 

giovedì 26 settembre 2024

Provi a immaginare dodici uomini....

La mia idea, Bergson, è che, senza la realtà dei fatti evangelici, non avremmo avuto i Vangeli. Invece li abbiamo. Questo fatto incredibile quindi è essenzialmente collegato ad un'invenzione di genio spirituale e alla creazione di una vita nuova. E tutta la mia perplessità deriva da questo. Poiché devo prendere in blocco la genialità del messaggio e l'apparente racconto fiabesco, senza il quale non c'è più né genialità né significato in un messaggio apparentemente gonfio di significato e straripante di genialità. Dunque, o accetto il mistero o devo ripiegare su un'assurdità più scura di tutti i misteri e che non rende conto neanche dei fatti normali. Provi a immaginare dodici uomini, o anche cinquecento, i quali, pur sapendo che il loro maestro non è risorto, decidono tutti di andare a convincere il mondo del contrario. E la maggior parte finirà per farsi tagliare la testa per fedeltà a quello che sanno che è uno scherzo, senza che se ne trovi uno che sveli il segreto e faccia finire la burla? Capisce ora perché parlavo sempre a Mitterrand dell'assurdo e del mistero. La risurrezione è un fatto misterioso, chi può negarlo? Ma se non ammetto ragionevolmente questo mistero, sono costretto a fare di tutta la realtà più empirica una storia da pazzi.

Jean Guitton, Il mio testamento filosofico 

mercoledì 25 settembre 2024

Come vuole cercare ció che non le interessa?


Corre troppo. I nostri oggetti di studio spesso riguardano i nostri interessi. È una difficoltà nella ricerca, ma è uno stimolo a ricercare. Come vuole cercare ciò che non la interessa? Temo che lei confonda l'obiettività con l'indifferenza. Alla base della ricerca non c'è l'indifferenza, ma c'è l'interesse, c'è l'amore per la verità...

Jean Guitton, il mio testamento filosofico

venerdì 22 marzo 2019

L'originalità l'hanno tutti...

L'originalità l'hanno tutti, perchè ciascuno di noi è diverso dagli altri. Siamo tutti dei numeri primi, divisibili solamente per se stessi. Perchè questo diventi manifesto mancano solo le parole capaci di esprimere ciò che è singolare, unico nel suo genere, ineffabile. Ciascuno dovrebbe sforzarsi di scoprire ciò che lo distingue dagli altri, esserne umilmente fiero, collocandolo in bella luce, dandovi rilievo, mordente, colore. Ma bisogna osservare che l'originalità non è tanto un vantaggio particolare quanto un'attrattiva e un accento che si aggiungono a ciò che abbiamo in comune agli altri, come lo sguardo non è affatto l'occhio, ma solo il suo splendore. 
Jean Guitton, Imparare per un progetto

mercoledì 20 marzo 2019

Ma questo sforzo per discernere...

Ma questo sforzo per discernere ciò che ha valore prima di tutto il resto non è difficile quando ci si è distaccati un po' dal proprio io. È questo il mestiere umano per eccellenza. Tutti ne conoscono la legge: e la voce che parla a noi como a Giovanna d'Arco, lo ripete sempre. Quella che chiamiamo la coscienza non è forse sempre il mormorio interiore dell'essenziale?
Jean Guitton, Imparare per un progetto

lunedì 18 marzo 2019

Ogni scelta...

Ogni scelta dunque implica un giudizio. E ciò è già pensiero.
Jean Guitton, Imparare per un progetto

sabato 16 marzo 2019

Bisognerebbe ricostruire il più possibile...

Bisognerebbe ricostruire il più possibile questi gruppi di lavoro in comune. Non ci preoccupiamo abbastanza di insegnare ai ragazzi a lavorare insieme, intorno ad un centro d'interesse scelto accuratamente. Si noterebbe che la fierezza propria dell'essere umano, invece di portarsi sul compito personale, si aggrappa all'opera comune gustandovi una gioia di buona lega, senza la triste impressione della superiorità che isola: lavoro in comune dove gli uni trovano aiuto negli altri
Jean Guitton, Imparare per un progetto

lunedì 23 marzo 2015

Invito!

"Io penso che ogni uomo che abbia oltrepassato la metà della vita, qualunque sia l'ufficio o il mestiere da lui esercitato, dovrebbe dire a voce bassa, davanti a qualche amico, quanto ha ricevuto dai suoi maestri e quanto la sua esperienza gli ha permesso di aggiungervi. Dovrebbe confidare le sue riflessioni sul proprio lavoro per far partecipare gli altri, nel limite del possibile, alle sue opere."
Jean Guitton, Imparare per un progetto

mercoledì 13 novembre 2013

Bisognerebbe restaurare il...

"Bisognerebbe restaurare il più possibile l'abitudine al lavoro in comune. In questi casi si nota che la fierezza propria all'essere umano, invece di portarsi sul suo lavoro personale, si aggrappa all'opera comune, ed egli vi gusta una gioia senza quel senso di superiorità che isola e rattrista."
Jean Guitton, Il lavoro intellettuale