"Dentro di me, l'affanno
-che impone il silenzio-
divarica in due questo esistere.
Ma quando alla fine
tutto avrà un senso - docile
come il frantumarsi del pane
tra le dita -
non sarà strano guardare
dall'alto la piaga
che mi divide in mezzo.
Non ci sarà più nulla
quel giorno a dividermi."
Giovanni Riva, Non sarà strano
"L'uomo ha sempre bisogno di parole come del pane, forse, infatti, perde la testa quando esse gli mancano" De Petro, Giovanni
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lunedì 14 dicembre 2015
Non sarà strano
giovedì 22 ottobre 2015
E' profezia l'amicizia...
L'amicizia è il senso
-significato profondo-
della vita e del pianto e dell'esser soli. Incontrarsi
e andarsene a casa, una sola
è la casa. E' profezia l'amicizia,
significato della origine comune
di noi viventi."
Giovanni Riva, Non ci si è ben capiti
-significato profondo-
della vita e del pianto e dell'esser soli. Incontrarsi
e andarsene a casa, una sola
è la casa. E' profezia l'amicizia,
significato della origine comune
di noi viventi."
Giovanni Riva, Non ci si è ben capiti
mercoledì 8 aprile 2015
Quando non avremo più parole da dirci... Saluto ai lettori
"E sarà l’ottavo giorno,
quando non avremo più parole da dirci.
Quando si sfoglieranno
i libri dell’infamia.
Tu chiederai, guardandomi, un fardello
che io non avrò: l’amore.
Io lo so. In faccia a me
abbraccerai – Tu, che io volli – pezzenti,
ubriachi e sgualdrine."
quando non avremo più parole da dirci.
Quando si sfoglieranno
i libri dell’infamia.
Tu chiederai, guardandomi, un fardello
che io non avrò: l’amore.
Io lo so. In faccia a me
abbraccerai – Tu, che io volli – pezzenti,
ubriachi e sgualdrine."
Giovanni Riva, Tu che io volli
E con questo amici vi saluto!
giovedì 27 giugno 2013
Un grande, un calmo lago
"Città. Dove lungo
le strade si corre e si inrociano
gli uomini e sembrano un fiume
di solitudini.
una volta, ti salta
di dire al vicino: <<perchè
non ti fermi?>> e vorresti
si unissero - lungo il percorso
nell'alveo - la goccia
che sei tu con la sua
per formare un grande,
un calmo lago. Ti accorgi
che due solitudini sono una
più atroce disperazione."
le strade si corre e si inrociano
gli uomini e sembrano un fiume
di solitudini.
una volta, ti salta
di dire al vicino: <<perchè
non ti fermi?>> e vorresti
si unissero - lungo il percorso
nell'alveo - la goccia
che sei tu con la sua
per formare un grande,
un calmo lago. Ti accorgi
che due solitudini sono una
più atroce disperazione."
Giovanni Riva, E chiamarmi Giovanni
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