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lunedì 29 gennaio 2018

Il pane è fatto...

"Il pane è fatto da molti chicchi di grano" disse Pietro "perciò esso significa unità. Il vino è fatto da molti acini d'uva, e anch'esso significa unità. Unità di cose simili, uguali, utili. Quindi anche verità e fraternità, sono cose che stanno bene assieme."
Ignazio Silone, Vino e pane

domenica 28 gennaio 2018

In ogni tempo...

"In ogni tempo e in qualunque società l'atto supremo dell'anima è di darsi, di perdersi per trovarsi. Si ha solo quello che si dona."
Ignazio Silone, Vino e pane

venerdì 26 gennaio 2018

Lavorando assieme...

"Lavorando assieme nei giorni seguenti, egli ogni tanto s'interrompeva per parlarmi. M'insegnò che finchè si vive, nulla è irreparabile. Nessuna condanna è mai definitiva. Mi spiegò anche che, senza dubbio, non bisogna amare il male, ma, purtroppo, il bene spesso nasce dal male, e che probabilmente non sarei mai diventato un uomo senza passare per quelle infamie e quegli errori per i quali ero passato."
Ignazio Silone, Vino e pane

giovedì 25 gennaio 2018

La maggior differenza tra noi...

"La maggior differenza tra noi consiste forse nel fatto che essi credono in un Dio domiciliato sopra le nuvole, seduto sopra una poltrona dorata e vecchissimo; mentre io sono persuaso che Egli è un ragazzo, veramente in gamba e sempre in giro per il mondo."
Ignazio Silone, Vino e pane

mercoledì 24 gennaio 2018

Noi apparteniamo a due generazioni differenti...

«Noi apparteniamo a due generazioni differenti» disse Don Paolo, «ma alla stessa specie di giovani. Essa si riconosce dal fatto che prende sul serio i princípi professati dai padri, o dai maestri, o dai preti. Questi princípi sono proclamati come i fondamenti della società, ma è facile constatare che il funzionamento reale di questa li contraddice o li ignora. I più, gli scettici, vi si adattano, gli altri diventano rivoluzionari.»
Ignazio Silone, Vino e pane

martedì 23 gennaio 2018

Si vive nel provvisorio...


«Si vive nel provvisorio» disse. «Si pensa che per ora la vita va male, per ora bisogna arrangiarsi, per ora bisogna anche umiliarsi, ma che tutto ciò è provvisorio. La vera vita comincerà un giorno. Ci prepariamo a morire col rimpianto di non aver vissuto. A volte quest'idea mi ossessiona: si vive una sola volta e quest'unica volta si vive nel provvisorio, nella vana attesa del giorno in cui dovrebbe cominciare la vera vita. Così passa l'esistenza.»
Ignazio Silone, Vino e pane

lunedì 22 gennaio 2018

Il solo "impegno"...

Il solo "impegno" degno di rispetto è quello che risponde a una vocazione personale.
Ignazio Silone, Vino e pane (nota dell'autore)

lunedì 16 ottobre 2017

E' vero, disse...

E' vero, disse, se non credessi nella libertà dell'uomo, o almeno nella possibilità della libertà dell'uomo, la vita mi farebbe paura.
I. Silone, Vino e pane

domenica 15 ottobre 2017

Se non fosse molto noioso...

Se non fosse molto noioso essere posto dopo morto sugli altari, ed essere pregato e adorato da una quantità di persone sconosciute, per la maggior parte vecchie donne brutte, vorrei essere un santo. Non vorrei vivere secondo le circostanze, l'ambiente e le convenzioni materiali, ma, senza curarmi delle conseguenze, vorrei vivere e lottare per quello che a me apparirà giusto e vero. 
I. Silone, Vino e pane

sabato 14 ottobre 2017

Il giorno dunque...

Il giorno dunque io lavoravo nella galleria. L'orario è di otto ore, ma tutti fanno due o tre ore in più, per guadagnare meglio. Però, da quando so che sul molo mi aspetta quell'uomo col quale mi piace parlare, finite le otto ore, io stacco. Di che si parla? Si discorre dell'uomo, della terra, della vita. Si discute, ma anche si scherza e si ride. Io penso, ecco una persona con la quale non ho a che fare né per il lavoro, né per le carte, né per altri certificati; egli non viene a me come un prete, né come un maestro, né come un propagandista, gente che sa tutto e che è pagata per convincere gli altri. Ecco uno che viene a me come un uomo. Un brutto giorno egli partì e non fece sapere più nulla di sé. Sentii subito che mi mancava qualcosa. 
I. Silone, Vino e pane

mercoledì 13 settembre 2017

A me sembrava...


A me sembrava che vi fosse qualche cosa di essenziale in parecchi di voi, qualche cosa di personale che coincideva con le osservazioni che a me era stato dato di cogliere su ognuno di voi, durante gli anni di ginnasio e di liceo, e che non era affatto banale. Ora quel qualche cosa, quando più tardi siete entrati nella società, dov'è finito?

Ignazio Silone, Vino e pane

martedì 29 agosto 2017

bisognerebbe fare agli altri....

"bisognerebbe fare agli altri quello che noi stessi vorremmo che gli altri facciano a noi." C'era tanta trepidazione nella sua voce che non osai osservargli che la sua scoperta era vecchia di molti secoli. Ma è veramente vecchia? Si può dire di una verità che sia vecchia, come si dice di una persona o d' un oggetto? Comunque, poichè il pover'uomo a quella verità era arrivato da solo, quella era per lui una verità nuova, appena nata e nata bene. Nelle prove più tristi della vita ci salviamo appunto per aver conservato nell'anima il seme di qualche certezza incorruttibile. Durante il tempo dell'abiezione, esso è il nostro tormento segreto. San Bernardo parla di quel genere di sofferenze, quando anche lui racconta di certi uomini inseguiti da Dio. Ecco anzi, secondo la sua pittoresca descrizione, come succede: essi dunque scappano e non vogliono più saperne di lui, e lui li rincorre, li afferra, li addenta, li divora. E' veramente terribile cadere nelle sue mani.
Che tristezza però capire certe cose quando sulla testa cominciano ad apparire i primi capelli grigi, rendersi conto di aver sciupato gli anni e le energie migliori.
Ignazio Silone, Uscita di Sicurezza - Situazione degli ex. 25 febbraio 1942

domenica 13 dicembre 2015

Servirsi del potere?

"Servirsi del potere? Che perniciosa illusione. E' il potere che si serve di noi. Il potere è un cavallo difficile da guidare; va dove deve andare, o meglio, va dove può andare o dov'è naturale che vada."
Ignazio Silone, L'avventura di un povero cristiano

sabato 28 marzo 2015

Amo il popolo, ma non d'un amore cieco...

"Amo il popolo ma non d'un amore cieco. Anch'io vengo dal popolo e lo conosco bene. Esso può essere facilmente ingannato, eccitato, illuso. Vi siete chiesti chi abbia informato questa folla della mia decisione? In quali termini? Chi ha dato ordine di deviare la processione di Santa Lucia dal suo corso tradizionale e di portarla sotto le mie finestre? No, non è vero che la voce del popolo sia sempre la voce di Dio. Non dimenticate che fu il popolo a chiedere la liberazione di Barabba e la crocefissione di Cristo. Che ne può sapere il popolo del terribile esame di coscienza che ho dovuto affrontare nei giorni scorsi? Bisogna amare il popolo, ma nessuno schiamazzo di folla deve mai prevalere sulla voce della coscienza."
Ignazio Silone, L'avventura di un povero cristiano

sabato 28 dicembre 2013

Delle volte mi prende...

<<Delle volte mi prende una strana angoscia>> ella disse gravemente e senza ostilità. << Tu saresti capace, io temo, per affetto verso Rocco, di seguirlo all'inferno. Sii franco, non è vero che ne saresti capace?>>
Don Nicola arrossì e si mise a ridere. Da molto tempo egli non aveva riso così di cuore.
<<purtroppo non sono un santo>> egli disse. <<No, tu lo sai, sono piuttosto vile prudente facile a intimidire. Ma, d'altra parte, spiegami un pò, un paradiso senza gli amici, che razza di paradiso sarebbe?>>
Ignazio Silone, Una manciata di more

venerdì 13 dicembre 2013

C'era molta gente in piazza...

"C'era molta gente in piazza quella sera? Molte persone ridevano?"
"a ben rifletterci, l'ignominia di quello spettacolo era appunto nel carattere del tutto ordinario, del tutto corrente, direi quasi del tutto rituale, delle lettere d'Erminia. Ognuno di quelli che ridevano, trovandosi lontano per il servizio militare o per bisogno di lavoro, aveva scritto o ricevuto lettere simili. Era dunque una folla che dileggiava, derideva, insultava se stessa."
I. Silone, Una manciata di more

lunedì 3 giugno 2013

Se l'utopia non si è spenta....

"Se l'utopia non si è spenta, nè in religione, nè in politica, è perchè essa risponde a un bisogno profondamente radicato nell'uomo. Vi è nella coscienza dell'uomo un'inquietudine che nessuna riforma e nessun benessere materiale potranno mai placare. La storia dell'utopia è perciò la storia di una sempre delusa speranza, ma di una speranza tenace. Nessuna critica razionale può sradicarla, ed è importante saperla riconoscere anche sotto connotati diversi."
Ignazio Silone, L'avventura di un povero cristiano