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martedì 11 ottobre 2016

Del resto se a quel che ho detto....

Del resto se a quel che ho detto, nel vedere e contemplare una giovane di sedici o diciotto anni, si aggiunga il pensiero dei patimenti che l’aspettano, delle sventure che vanno ad oscurare e a spegner ben tosto quella pura gioia, della vanità di quelle care speranze, della indicibile fugacità di quel fiore, di quello stato, di quelle bellezze; si aggiunga il ritorno sopra noi medesimi; e quindi un sentimento di compassione per quell’angelo di felicità, per noi medesimi, per la sorte umana, per la vita, (tutte cose che non possono mancar di venire alla mente), ne segue un affetto il piú vago e il piú sublime che possa immaginarsi 
Giacomo Leopardi, Zibaldone di pensieri

venerdì 10 luglio 2015

domenica 24 maggio 2015

Quando muti questi occhi...

"Quando muti questi occhi all'altrui core,
e lor fia voto il mondo, e il dì futuro
del dì presente più noioso e tetro,
che parrà di tal voglia?
che di quest'anni miei? che di me stesso?
ahi pentirommi, e spesso,
ma sconsolato, volgerommi indietro."
Giacomo Leopardi, Il passero solitario


mercoledì 17 settembre 2014

Questo è il mondo?

"Questo è il mondo? Questi
i diletti, l'amor, l'opre, gli eventi?
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte delle umane genti?"
Giacomo leopardi, A Silvia

venerdì 7 marzo 2014

La pazienza...

"La pazienza è la più eroica delle virtù, giusto perchè non ha nessuna apparenza d'eroico."
Giacomo Leopradi, Zibaldone di pensieri

martedì 10 dicembre 2013

Ahi, per la via...

"Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente."
Giacomo Leopardi, La sera del dì di festa

lunedì 1 luglio 2013

e quando miro...


"E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?"

Giacomo Leopardi, 
canto notturno di un pastore errante dell'Asia

venerdì 24 maggio 2013

Or di riposo...


                  Or di riposo
paghi viviamo, e scorti
da mediocrità: sceso il sapiente
e salita è la turba a un sol confine,
che il mondo agguaglia. O scopritor famoso,
segui; risveglia i morti,
poi che dormono i vivi; arma le spente
lingue de' prischi eroi; tanto che in fine
questo secol di fango o vita agogni
e sorga ad atti illustri, o si vergogni.
Giacomo Leopardi, Ad Angelo Mai