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venerdì 8 maggio 2015

Cadrà dolce la pioggia...

Cadrà dolce la pioggia e si diffonderà il profumo della terra,
Le rondini voleranno in cerchio stridendo;

E canteranno le rane negli stagni a notte alta,
E i pruni selvatici biancheggeranno tremuli;

I pettirossi si vestiranno di penne di fuoco,
Fischiando le loro ariette sugli steccati;

E nessuno saprà della guerra, nessuno
Si curerà infine quando tutto sarà compiuto.

Né albero, né uccello
Farà caso all'umanità morente;

E la stessa Primavera, quando si leva all'alba
S'accorgerà appena che ce ne siamo andati.

Ray Bradbury, Cronache marziane


lunedì 20 aprile 2015

Odio questa sensazione di credere di fare ciò che è giusto...

"Odio questa sensazione di credere di fare ciò che è giusto, quando non sono affatto sicuro di farlo. Chi siamo noi, del resto? la maggioranza? è questa la risposta? la maggioranza è sempre sacra, non è vero? Sempre, sempre; non sbaglia mai, nemmeno per una minuscola frazione d'un minuscolo insignificante momento? mai una volta nemmeno in dieci milioni di anni? Ma in fin dei conti, pensava il capitano, che cos'è questa maggioranza e da chi è composta? e che cosa pensa, come fa a fare quello che fa, non cambierà mai? e io, soprattutto, come ho fatto a trovarmici in mezzo, a questa marcia maggioranza?"
Ray Bradbury, Cronache marziane

lunedì 5 gennaio 2015

Devi ricordarti che la nostra civiltà è così vasta...

"Devi ricordarti che la nostra civiltà è così vasta che non possiamo permettere alle nostre minoranze di essere in uno stato di turbamento e agitazione. Domandatelo anche tu: che cosa ci preme, in questo paese, avanti e soprattutto? Gli esseri umani vogliono la felicità, non è vero? Non è quello che sentiamo dire da quando siamo al mondo? Voglio un po' di felicità, dice la gente. Ebbene, non l'hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? Per il piacere e il più svariati titillamenti. E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, di titillamenti..."
Ray Bradbury, Fahrenheit 451

lunedì 17 marzo 2014

Ma un dito governativo vi si appuntava contro...


"Ma un dito governativo vi si appuntava contro, in molte città, da un cartellone stampato a quattro colori: C'E' LAVORO PER TE SU MARTE! e gli uomini avevano cominciato a mettersi in fila, qualche decina in principio, quaranta o cinquanta al massimo, perchè gli uomini nella stragrande maggioranza sentivano quell'immenso malessere nel petto ancor prima che il razzo si lanciasse in una serie di scoppi nello spazio. E quel male si chiamava "la solitudine", perchè quando vedevi la tua città natia rimpicciolirsi come il tuo pugno, e poi raggrinzirsi fino ad non essere più grossa di un limone e finalmente, ridotta a una capocchia di spillo, svanire nella scia di fuoco del razzo, tu ti sentivi come se non fossi mai nato, e non ci fosse nessuna cittadina natia nell'infinito, ti sentivi nel nulla, con tutto quello spazio intorno a te e niente di familiare, soltanto un pungo di altri uomini sconosciuti."
Ray Bradbury, Cronache marziane

martedì 1 ottobre 2013

Stare con la gente...

“Stare con la gente è una cosa bellissima. Ma non mi sembra sociale riunire un mucchio di gente, per poi non lasciarla parlare, non sembra anche a voi? Un'ora di lezione davanti alla TV, un'ora di pallacanestro, o di baseball o di podismo, un'altra ora di storia riassunta o di riproduzione di quadri celebri e poi ancora sport, ma, capite, non si fanno domande, o almeno quasi nessuno le fa; loro hanno già le risposte pronte, su misura, e ve le sparano contro in rapida successione, bang, bang, bang, e intanto noi stiamo sedute là per più di quattr'ore di lezione con proiezioni. Tutto ciò per me non è sociale. È tutt'acqua rovesciata a torrenti, risciaquatura, è, mentre loro ci dicono che è vino quando non lo è.”
R. Bradbury, Fahrenheit 451

lunedì 20 maggio 2013

Detesto un senatore romano...

"Detesto un senatore romano" mi diceva "che si chiama Status Quo!" E mi diceva anche: "riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi! Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche. Non chiedere garanzie, non chiedere, non chiedere sicurezza economica, un siffatto animale non è mai esistito; e se ci fosse, sarebbe imparentato col pesante bradipo che se ne sta attaccato alla rovescia al ramo di un albero per tutto il santo giorno, ogni giorno, passando l'intera vita a dormire. Al diavolo" diceva il nonno "squassa l'albero e fa che il pesante bradipo precipiti al suolo e batta per prima cosa il culo!".
Ray Bradbury, Fahrenheit 451