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lunedì 16 maggio 2016

Agli amici educatori

"Provo tanta gioia nel mio insegnamento: gli studenti mi seguono: ad essi io mi sforzo di mostrare le bellezze geometriche del diritto romano. Credilo, c'è tanta luce in questo panorama di istituzioni che offrono allo sguardo linee architettoniche così belle!
Il Diritto Romano va insegnato così: mostrando queste prospettive ricche di simmetria; solo così il nostro insegnamento ha una funzione educativa di grande importanza.
Come sarebbe bello se potessimo dare agli studi giuridici questo afflato di bellezza che solleva dalla tecnica pura alla visione di un panorama unitario!
Dobbiamo fare circolare nei nostri studi queste luci di sapere che resero così attraenti gli studi dei nostri antichi. La tecnica deve affinare, non isterilire: deve essere feconda, non sterile.
Non è vero? Noi soprattutto non dobbiamo dimettere quel fervore di bene nella ricerca che diede tanta nobiltà alle nostre prime iniziative. Totò, la cattedra è uno strumento sacro e noi dobbiamo servircene per la verità."
Giorgio La Pira, Lettera a Salvatore Pugliatti, 11 dicembre 1933

venerdì 13 maggio 2016

Io ho desiderio di cose....

"Io ho desiderio di cose non mai passate eppure trascorse nella mia vita. Ho desiderio di cose non mai possedute eppure sentite nella mia vita. Ho desiderio d'ombra, di dolce transizione, di cibo appena sufficiente per un'ora, per un minuto, per un attimo..."
Giorgio La Pira, Lettera a Salvatore Quasimodo, ottobre 1922

venerdì 1 maggio 2015

LAVORO!


"1) E' il governo persuaso che la disoccupazione, con la miseria morale che provoca, va combattuta come uno dei fondamentali nemici e delle fondamentali contraddizioni della società (...)?

2) E' il governo persuaso che la disoccupazione costituisca uno sperpero economico che incide gravemente sul reddito nazionale e che, a lungo andare, produce anche inflazione?

3) E' il governo persuaso che la eliminazione della disoccupazione presuppone un regolamento del mercato del lavoro da operarsi mediante una pianificazione della spesa (pubblica e privata) che esso solo può compiere?

4) E' il governo persuaso che nessun ostacolo di natura finanziaria può e deve impedire il raggiungimento almeno graduale di questo obbiettivo?

5) E' il governo persuaso che l'assunzione di questo compito nuovo e così fondamentale importa un mutamento in certo senso radicale della sua politica economica e finanziaria, interna e finanziaria?
Che esso importa l'elaborazione di un bilancio del Tesoro totalmente diverso, per struttura e per finalità, da quello attuale? Che esso importa un mutamento adeguato nella struttura del Gabinetto e nella struttura dell'apparato burocratico statale?

6) Ed, infine, vuole intanto il governo procedere alla immediata erogazione delle somme necessarie per sovvenire in qualche modo alle prime ed inderogabili esigenze dei disoccupati?

Ecco le domande precise che la povera gente fa al Governo."
Giorgio La Pira, L'attesa della povera gente

martedì 24 marzo 2015

L'avvicinamento alla miseria...

"L' avvicinamento alla miseria è un appello sempre più pressante a combatterla. In questo senso la povertà è testimonianza. Solo se un ministro ha avvicinato molti operai in sciopero o disoccupati può capire che cosa sono lo sciopero, o la disoccupazione."
Giorgio La Pira, Scritti vicenziani

giovedì 6 febbraio 2014

Quello che sto dicendo...

"Quello che sto dicendo poteva sembrare utopistico cinquant'anni fa, ma non certo oggi. Si può fare la guerra oggi? Si possono lasciare senza aiuti i paesi sottosviluppati? Si può tollerare l'ingiustizia sociale? Di fronte all'accelerazione della storia, chi è il più sfasato? Colui che propone soluzioni d'avvenire, o colui che davanti a una situazione nuova si rifugia nelle soluzioni antiche?"
Giorgio La Pira, Scritti vincenziani

domenica 3 novembre 2013

Siamo dei laici...

"siamo dei laici: cioè delle creature inserite nel corpo sociale, poste in immediato contatto con le strutture della città umana: siamo padri di famiglia, insegnanti, operai, impiegati, industriali, artisti, commercianti, militari, uomini politici, agricoltori e così via; il nostro stato di vita ci fa non solo spettatori, ma necessariamente attori, dei più vasti drammi umani."
Giorgio La Pira, La nostra vocazione sociale

sabato 15 giugno 2013

Partire dall'occupazione...

"Partire dall'occupazione, non dal danaro: partire dall'uomo, cioè dal fine, non dal danaro, cioè dal mezzo."
G. La Pira, L'attesa della povera gente

mercoledì 22 maggio 2013

E' tempo di movimenti vasti...


"E' tempo di sommovimenti vasti e decisivi: tempo nel quale crollano equilibri che sembravano assestati e si formano equilibri nuovi: tempo davvero di "crisi". Tempo, cioè, in cui tutto l'ordinamento del mondo viene assumendo forme nuove, strutture nuove: c'è un vasto rimescolamento nella scala dei valori: il mondo cerca un volto nuovo".
Giorgio La Pira, Scritti vicenziani