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mercoledì 21 ottobre 2015

Il Potere, spiegava a Santina, è degradante...

"Il Potere, spiegava a Santina, è degradante per chi lo subisce, per chi lo esercita e per chi lo amministra! Il Potere è la lebbra del mondo!"
Elsa Morante, La Storia

mercoledì 1 luglio 2015

Qua si può ballare...

"Qua si può ballare con una ragazza bella della quale non ti importa niente,
per ingelosirne una brutta della quale invece ti importa..."
Elsa Morante, Il mondo salvato dai ragazzini


venerdì 29 maggio 2015

L'attesa...

"E adesso io qua sola in questa veglia di secoli
seduta nell'angolo della stanza presso all'uscio
dietro alla finestra illuminata nella notte
aspetto l'ora del tuo ritorno a casa."
Elsa Morante, Il mondo salvato dai ragazzini


lunedì 25 maggio 2015

L'accoglienza...

"Qua dopo una zuffa sanguinosa, i ragazzi perdenti
possono rifarsi a casa gridando contro le madri
perchè si fanno trovare ancora sveglie sedute in attesa
come questurini appostati o come spie.
E le madri rispondono malamente. Ma vedendogli,
intanto, l'occhio abbottato, gli promettono
per l'indomani, un paio di occhiali neri da sole,
i più begli occhiali del negozio fuoriserie,
fosse pure di tartaruga autentica:
e in più un orologio con incisa all'intorno
la ruota dei fusi orari universali,
tutto d'Oro garantito! o, fosse pure,
di Plàtino!..."
Elsa Morante, Il mondo salvato dai ragazzini


domenica 1 febbraio 2015

Dall'alga all'ameba...

"Dall'alga all'ameba, attraverso tutte le forme successive della vita, lungo le epoche incalcolabili il movimento multiplo e continuo della natura si è teso a questa manifestazione dell'unica volontà universale: la creatura umana! La creatura umana significa: la coscienza. Questa è la Genesi. la coscienza è il miracolo di Dio. E' Dio! Quel giorno Dio dice: Ecco l'uomo! E poi dice: Io sono il figlio dell'uomo! Infine così riposa, e fa festa..."
Elsa Morante, La storia  

sabato 3 gennaio 2015

A' mà... pecché?

"<<A' mà... pecché?>>
In realtà, questa sua domanda non pareva rivolgersi proprio a Ida là presente: piuttosto a una qualche volontà assente, immane e inspiegabile. Ida invece di nuovo s'immaginò che lui la accusasse per averlo rinchiuso dentro casa a tradimento; ma presto nei seguenti giorni dovette convincersi che tale spiegazione non bastava. Quella domanda pecché? era diventata in Useppe una sorta di ritornello, che gli tornava alle labbra fuori tempo e fuori luogo, forse per un movimento involontario (se no si sarebbe preoccupato di pronunciare bene la erre). Lo si sentiva a volte ripeterla fra sé in una sequela monotona: <<pecché? pecché pecché pecché pecché?>> Ma per quanto sapesse d' automatismo, questa piccola domanda aveva un suono testardo e lacerante, piuttosto animalesco che umano. Ricordava difatti le voci dei gattini buttati via, degli asini bendati alla macina, dei capretti caricati sul carro per la festa di Pasqua. Non si è mai saputo se tutti questi pecché innominati e senza risposta arrivino a una qualche destinazione, forse a un orecchio invulnerabile di là dai luoghi."
Elsa Morante, La Storia

venerdì 26 dicembre 2014

Razze, classi, cittadinanze, sono balle...

"<<Razze, classi, cittadinanze, sono balle: spettacoli d'illusionismo montati dal Potere. È il potere che ha bisogno della Colonna Infame: "quello è ebreo, è negro, è operaio, è schiavo... è diverso... quello è il Nemico!" Tutti trucchi, per coprire il vero nemico, che è lui, il Potere! È lui, la pestilensia che stravolge il mondo nel delirio... Si nasce ebrei per caso, e negri, e bianchi per caso... >> (qua gli parve d'un tratto di ritrovare il filo)  <<ma non si nasce creature umane per caso! >>, annunciò, con un sorrisetto ispirato, quasi di gratitudine."
Elsa Morante, La Storia

martedì 9 dicembre 2014

Il silenzio, in realtà, era parlante!

"Il silenzio, finito l'intervallo della canzonetta, s'era ingrandito a una misura fantastica, tale che non solo gli orecchi, ma il corpo intero lo ascoltava. E Useppe, nell'ascoltarlo, ebbe una sorpresa che forse avrebbe spaventato un uomo adulto, soggetto a un codice mentale della natura. Ma il suo piccolo organismo, invece, la ricevette come un fenomeno naturale, anche se mai prima scoperto fino a oggi.
Il silenzio, in realtà, era parlante! Anzi, era fatto di voci, le quali da principio arrivarono piuttosto confuse, mescolandosi col tremolio dei colori e delle ombre, fino a che poi la doppia sensazione diventò una sola: e allora s'intese che quelle luci tremanti, pure loro, in realtà, erano tutte voci del silenzio. Era proprio il silenzio, e non altro, che faceva tremare lo spazio, serpeggiando a radice più in fondo del centro infocato della terra, e montando in una tempesta enorme oltre il sereno. Il sereno restava sereno, anzi più abbagliante, e la tempesta era una moltitudine cantante una sola nota (o forse un solo accordo di tre note) uguale a un urlo! Però dentro ci si distinguevano che sa come, una per una, tutte le voci e le frasi e i discorsi, e a migliaia di migliaia: e le canzonette, e i belati, e il mare, e le sirene d'allarme, e gli spari, e le tossi, e i motori, e i convogli per Auschwitz, e i grilli, e le bombe dirompenti, e il grugnito minimo dell'animaluccio senza coda... e «che me lo dài, un bacetto, a' Usè?...»"
Elsa Morante, La Storia