venerdì 17 luglio 2015

Tonalestate 2009 Come l’uom s’etterna

Perché giace una creatura nel fondo delle tenebre
E invoca qualcosa che non esiste?
Perché così avviene?
Non esiste nessuno che ode la voce invocante nelle tenebre,
Ma perché la voce esiste?”
Par Lagerkvist, Se credi in dio e non esiste un dio, “Paese della sera”




giovedì 16 luglio 2015

Tonalestate 2008 pape satàn pape satàn aleppe

“L’umiltà è
un costante pulsare
di servizievolità
verso tutte le cose:
le belle e le brutte,
le buone e le cattive,
le vive e le morte”
Max Scheler, la crisi dei valori


mercoledì 15 luglio 2015

Tonalestate 2007 Quest'atomo opaco del male


“spesso il male di vivere ho incontrato
Era il rivo strozzato che gorgoglia
Era l’incartocciarsi della foglia
Riarsa,era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
Che schiude la divina indifferenza
Era la statua della sonnolenza
Del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato”.
Eugenio Montale, ossi di seppia 


lunedì 13 luglio 2015

La verità sull'uomo è al tempo stesso verità sulle comunità...

La verità sull'uomo è al tempo stesso verità sulle comunità nella quali la vita dell'uomo cresce e si espande, e fuori dalle quali essa inaridisce e muore. L'invito è a proiettarsi verso un futuro: il nostro "non è il tempo della semplice conservazione dell'esistente ma della missione".
Giuliano Romani, uniti in un'azione sociale- 
Il VerDetto, Anno III Nuova Serie N.5 Luglio Agosto 1996




domenica 12 luglio 2015

Tonalestate 2006 Ni dieux ni maîtres


"La terra allora sarà diventata piccola e su di essa andrà saltellando l’ultimo uomo, colui che renderà tutto piccino. La sua schiatta è indistruttibile come la pulce di terra; l’ultimo uomo campa più a lungo di tutti. “Noi abbiamo inventato la felicità” dicono gli ultimi uomini (e ammiccano). Hanno abbandonato le regioni dove la vita era dura, perché c’è bisogno di calore; si ama ancora il vicino e ci si strofina a lui, perché c’è bisogno di calore. Ammalarsi ed essere diffidenti è per essi una colpa: c’è da essere guardinghi su dove si mettono i piedi. Pazzo chi ancora incespica sulle pietre o negli uomini! Ogni tanto, un po’ di veleno qui, un po’ di veleno là: esso fa sognare gradevolmente. E, alla fine, molto veleno, per gradevolmente morire. Si lavora ancora, poiché il lavoro è un modo di passare il tempo; ma si cerca di fare in maniera che questo svago non affatichi troppo. Non si diventa più né poveri né ricchi: entrambe le situazioni sono troppo impegnative. Chi vuole ancora dominare? Chi vuole ancora obbedire? L’una e l’altra cosa sono troppo impegnative. Nessun pastore e un solo gregge! Tutti vogliono la medesima cosa, ognuno è uguale; chi dissente va diritto al manicomio. “In altri tempi tutti erano pazzi” dicono i più raffinati (e ammiccano); “oggi si è saggi e si sa tutto ciò che è accaduto”: così, non si finisce mai di sorridere. C’è ancora chi s’arrabbia; ma si rappacifica presto, per non sciuparsi lo stomaco. Si possiedono la piccola gioiuzza per il giorno e il piccolo piaceruzzo per la notte: ma sempre badando alla salute. “Noi abbiamo inventato la felicità” dicono gli ultimi uomini (e ammiccano). 
Friederich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, prologo 5 


sabato 11 luglio 2015

Tonalestate 2005 Per un principio superiore


"si vede, per esempio nè nostri tempi, quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto e che hanno saputo con l'astuzia aggirare è cervelli degli uomini."
Nicolò Macchiavelli, Il Principe XVIII


venerdì 10 luglio 2015