sabato 28 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 7/12

M. Sa che lei mi sta diventando simpatico? Mi dispiace che non abbia conosciuto il Pasquale. Sareste andati d’accordo.
FP. Non è necessaria la simpatia con me perché lei accetti la Chiesa; non serve molto che io le sia simpatico. Le deve essere simpatico Cristo. Ci saranno preti e cristiani che non le piaceranno.
M. E come faccio a sapere se mi piace Cristo? Cioè: come faccio a sapere se è Cristo quello che mi piace in voi cristiani? In lei?
FP. È facile. Se questa realtà nuova che le piace tanto mette in discussione tutto ciò che le piace, significa che è Cristo, cioè che non è una delle solite idee fabbricate da lei.
M. É un po’ complicato.
FP. Le mi ha chiesto, pressapoco: “Come faccio a sapere se questa idea è davvero Cristo e non è invece un’altra delle mie idee?”. Io le rispondo. “Non è un’altra delle sue idee, ed è perciò Cristo, se questa idea mette in discussione tutte le altre sue idee”. Ha capito?
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

venerdì 27 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 6/12

M. Béh, io ho sempre criticato e stimato poco assai i cristiani. La loro mentalità chiusa. Le loro preghiere.
FP. Non bisogna essere legati alle forme. La preghiera è un respiro dell’essere, un modo abituale di guardare e di giudicare.
M. Si giusto. Io prima non lo sapevo. Io ho visto sempre i cristiani far diverso da così. L’ho capito dopo, dal Pasquale.
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

giovedì 26 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 5/12

FP. Perché é venuto a confessarsi?
M. Perché voglio credere in Gesú Cristo en ella chiesa.
FP. E perché vuole credere in Cristo en ella Chiesa?
M. Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto.
FP. E questo suo amico non le ha spiegato cosa sono i peccati, cos’è la confessione?
M. Assai poco. Mi ha parlato di Cristo e delle faccende della vita di tutti i giorni.
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

mercoledì 25 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 4/12

MOZART: Devo parlare io adesso?
FRATE PLACIDO: si, figliolo.
MOZART: Sono venuto per confessarmi.
FRATE PLACIDO: Bene, figliolo, L’ho capito.
MOZART: non sono pratico di confessioni. Mi puó aiutare?
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

martedì 24 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 3/12

Occorre un coraggio a tutta prova: è vincitore chi è sempre pronto a combattere. Anche se hai trascorso lunghi anni nel peccato, non hai motivo di scoraggiarti: è la confidenza in Dio che è certezza. E bisogna, poi, ricorrere alla vergine Maria. Dio ci permette di trarre il bene dal male e bisogna conoscere l’arte di utilizzare le proprie colpe, avvalendosi dei peccati per progredire nell’umiltà (che è fondamento di tutte le virtù, come l’orgoglio è principio di tutti i peccati). Le colpe sono come tante finestre: mettono in luce la nostra miseria e perciò il nostro bisogno di Dio. Vedi, perciò, che i peccati servono a guarire il maggior peccato che é l’orgoglio? Meglio il peccato accompagnato dall’umiltà che l’innocenza accompagnata dalla superbia. Quando tu capirai questo, ringrazierai Dio che ti lascia peccare e ti perdona. Così, sarai più indulgente verso le altrui debolezze. Spero che così sia.
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

lunedì 23 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 2/12

Non turbarti ora, mentre stai per vedere le tue colpe. La pazienza e la calma sono doti stupende: occorre sì affliggersi, ma con tranquillità e con coraggio, senza falsa umiltà. Il turbamento e l’inquietudine vengono infatti, per lo più, dall’orgoglio, dall’esagerata stima di noi stessi. Bisogna correggersi con dolcezza e compassione, con soavità e persuasività. Anteo, come raccontano i poeti greci, lottava contro Ercole e non cadeva mai a terra senza subito rialzarsi, con maggior forza e vigore. Così faceva anche il santo Francesco di Sales con le sue passioni. Non bisogna mai disperare, perché la speranza salva dal naufragio. Lo scoramento porta, invece, all’abbandono e, perciò, al lassismo, perché il demonio comincia a operare quando si ha sfiducia di riuscire: operatur in filios diffidentie. 
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

domenica 22 marzo 2020

Perché un amico me ne ha parlato e tutto mi è piaciuto 1/12

FRATE PLACIDO: non bisogna meravigliarsi delle proprie colpe, finché viviamo. Le miserie sono umane. Senza uno speciale privilegio di Dio (e perciò nessun merito umano) è impossibile evitare i peccati. Il progresso verso la pienezza e la perfezione e la felicità è disseminato di cadute ed è lento, molto lento. Le malattie vere dell’uomo agiscono come quelle del suo corpo: vengono a cavallo e se ne vanno a piedi. I santi non sono i meno difettosi, ma i più coraggiosi, perché essi non si meravigliano di una caduta, anche grave: dopo il peccato, non bisogna scandalizzarci, ma rialzarsi. 
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine