venerdì 24 febbraio 2017

He decidido...

He decidido- dulcemente- moralmente-
Construir
Con todas mis canciones
Un puente interminable hacia la dignidad, para que pasen.
Uno por uno,
Los hombres humillados de la Tierra.
Roberto Sosa, Dibujo a pulso

lunedì 20 febbraio 2017

E cento di questi anni! (as capés)

As tu vist la ceseta de Transacqua
col Cimon de la Pala sòra i copi? Oh!
La g'ha i oci ciari come l'acqua
e i cavei tuti driti e senza gropi. Oh!

Sì, g'ho vist la ceseta de Transacqua
ma 'l Cimon de la Pala no ghe xera; Oh!
sòra i copi lustri de tant'acqua
se vedeva na nuvolona nera. Oh!

Nella ciesa cjanta Messa 'l prete
sul Cimon de la Pala fis'cia il vento. Oh!

Cosa importa se g'ho le scarpe rote:
mi te vardo e me sento 'l cor contento; Oh!
cosa importa se g'ho le scarpe rote,
mi te vardo e me sento 'l cor contento. Oh!
Canto popolare Trentino

venerdì 10 febbraio 2017

Non discuterò qui l’idea di Patria in sé

"Non discuterò qui l’idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni. Se però voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho una Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.
Lorenzo Milani 23 febbraio 65 lettera ai cappellani militari

venerdì 3 febbraio 2017

C'era un tempo











C'era un tempo che i miei occhi
non vedevano che te,
c'era un tempo che dormivi accanto a me
senza pensare io credevo tu potessi dedicare
la tua vita solo a me.
Eri bellissima,
quando mi amavi.

Non ho mai capito bene
come fosse cominciato,
so soltanto che sei tu che l'hai voluto,
certo però, non era un caso tu volessi far cambiare
l'operaio ch'era in me.
Non ti bastavano
le mie canzoni.

Dicevi che l'amore
è una strada senza uscita,
ho spostato le frecce ai crocicchi della vita;
la strada si distende
e mi porta ad andar via
non c'è posto per l'amore nel tuo mondo di magia.

C'era un tempo che parlavi
della forza del destino,
degli ostacoli che getta sul cammino,
ma io non ho creduto alle leggende che tuo nonno
ti cantava intorno al fuoco;
non sono stato al giuoco,
non ho accettato.

C'era un tempo che credevo
che il tuo amore fosse vero,
ma il tuo amore è troppo chiuso tra te e me,
perché non sai capire che la gente può morire
senza aver amato te;
com'è difficile
farti capire.

Dicevi che son pazzo
perché amo la gente,
mille anni più saggia è invece la mia mente;
chiarisco tutto quanto
pensando ai miei ricordi:
avevi troppo amore nei tuoi dannati soldi.

Voglio stare in questo mondo,
dare un senso alla mia vita,
e riempirla di sorrisi nuovi e veri,
così non posso più restare a fingere l'amore
che non c'è tra te e me:
non è possibile
restare insieme
Pierangelo Bertoli, C'era un tempo



lunedì 16 gennaio 2017

Hai ragione...

"Hai ragione, Ivors, a non volgerti verso l'avvenire o il passato, ma a considerare con sguardo fermo il presente, perchè il presente solo esiste, essendo la superficie dell'eternità permanente."
Paul Claudel, La città

domenica 15 gennaio 2017

Chi è colui di cui parli?

IVORS: "Chi è colui di cui parli: Dio? Io non lo sento; non lo vedo fissando su di lui gli occhi. Egli sfugge all'investigazione del mio spirito. Se non posso conoscerlo, cosa ho a che fare con lui? Dimmi come conoscerò ciò che non posso comprendere.

COEUVRE: L'ignoro, figlio mio, e questo è appunto il mio dispiacere, perciò, accanto all'ametista, brilla al mio dito come una stella questa pietra azzurra che mi diede Besme il giorno della sua morte. Non abbiamo il diritto di non vedere Dio? E io non posso escluderlo. Egli non proferisce parola e come mai io lo sento? io non posso raggiungerlo, ed egli è con me. Non è in nessun luogo e non potrei sfuggirlo, prendendo la mia strada a destra o a sinistra. Nel fatto che non lo conosco lo riconosco.

Paul Claudel, La città

venerdì 13 gennaio 2017

cos’è questa diffidenza del passato?

“Ivors, cos’è questa diffidenza del passato? A me il presente sembra così enorme che niente cessa di farne parte. Ciò che noi chiamiamo storia non è una successione di immagini vane, ma lo sviluppo, man mano che le cose uscendo dal tempo smettono di appartenergli, di un ordine e di una composizione.”
Paul Claudel, La città