martedì 29 agosto 2017

bisognerebbe fare agli altri....

"bisognerebbe fare agli altri quello che noi stessi vorremmo che gli altri facciano a noi." C'era tanta trepidazione nella sua voce che non osai osservargli che la sua scoperta era vecchia di molti secoli. Ma è veramente vecchia? Si può dire di una verità che sia vecchia, come si dice di una persona o d' un oggetto? Comunque, poichè il pover'uomo a quella verità era arrivato da solo, quella era per lui una verità nuova, appena nata e nata bene. Nelle prove più tristi della vita ci salviamo appunto per aver conservato nell'anima il seme di qualche certezza incorruttibile. Durante il tempo dell'abiezione, esso è il nostro tormento segreto. San Bernardo parla di quel genere di sofferenze, quando anche lui racconta di certi uomini inseguiti da Dio. Ecco anzi, secondo la sua pittoresca descrizione, come succede: essi dunque scappano e non vogliono più saperne di lui, e lui li rincorre, li afferra, li addenta, li divora. E' veramente terribile cadere nelle sue mani.
Che tristezza però capire certe cose quando sulla testa cominciano ad apparire i primi capelli grigi, rendersi conto di aver sciupato gli anni e le energie migliori.
Ignazio Silone, Uscita di Sicurezza - Situazione degli ex. 25 febbraio 1942

lunedì 3 luglio 2017

Almeno potercene andare

Almeno potercene andare
far la libera fame, rispondere no.
a una vita che adopera amore e pietà,
la famiglia, il pezzetto di terra, a legarci le mani.
Cesare Pavese, Fumatori di carta


domenica 2 luglio 2017

D'un tratto gridò

D'un tratto gridò
che non era il destino se il mondo soffriva,
se la luce del sole strappava bestemmie:
era l'uomo, colpevole.
Cesare Pavese, Fumatori di carta



sabato 1 luglio 2017

Suona secco stasera...

Suona secco stasera, malgrado la banda
che ha istruito a uno a uno. Non bada al frastuono
della pioggia e alla luce. La faccia severa
fissa attenta un dolore, mordendo il clarino.
Gli ho veduto questi occhi una sera, che soli,
col fratello, più triste di lui di dieci anni ,
vegliavamo a una luce mancante. Il fratello studiava
su un inutile tornio costrutto da lui.
E il mio povero amico accusava il destino
che li tiene inchiodati alla pialla e alla mazza
a nutrire due vecchi, non chiesti.
Cesare Pavese, Fumatori di carta


venerdì 30 giugno 2017

Ma si fece i compagni...

Ma si fece i compagni. Soffriva le lunghe parole 
e dovette ascoltarne, aspettando la fine.
Se li fece i compagni. Ogni casa ne aveva famiglie.
La città ne era tutta accerchiata. E la faccia del mondo
ne era tutta coperta.. Sentivano in sé
tanta disperazione da vincere il mondo.
Cesare Pavese, Fumatori di carta



giovedì 29 giugno 2017

Era giunto a Torino

Era giunto a Torino 
un inverno, tra lampi di fabbriche e scorie di fumo;
e sapeva cos'era lavoro. Accettava il lavoro
come un duro destino dell'uomo. Ma tutti gli uomini 
lo accettassero e al mondo ci fosse giustizia.
Cesare Pavese, Fumatori di carta